MARIAE VITA


Appello alla vita nascente

 

IL SANTO ROSARIO

Questo capitolo propone qui di seguito un aiuto per Pregare e Meditare il Santo Rosario con Papa Giovanni Paolo II e un enciclica dello stesso pontefice sempre su questo tema. Il libretto sul rosario è stato scritto al fine di diffondere la devozione mariana e la conoscenza della figura carismatica di Padre Daniele Hekic ofm; può essere stampato esclusivamente per uso personale dai singoli visitatori di questo sito Internet; viene donato a titolo completamente gratuito dai Frati Minori Francescani di Saccolongo – Padova dove può essere reperito gratuitamente ed è sottoposto come la locandina su Padre Daniele ai Diritti di Autore secondo le leggi vigenti:

 

Scarica il Rosario con le meditazioni di Papa Giovanni Paolo II (in PDF)

L'enciclica Rosarium Virginis Mariae di Papa Giovanni Paolo II

 

 

TESTIMONIANZA: IL ROSARIO PREGHIERA DEI RESISTENTI

 

Ho definito il rosario <<la preghiera dei resistenti>>. Penso, per rimanere nel cortile di casa, a tante donne del mio paese che ho conosciuto fin dagli anni dell’infanzia. Tutte avevano sulle spalle una storia di fatiche immani, vicende dolorose, sacrifici inenarrabili, una dedizione pagata a caro prezzo, una fedeltà più tenace di tutti i colpi subiti. Loro erano delle <<resistenti>> da sempre, prima ancora che venisse coniato il termine <<Resistenza>>. E non posso fare a meno di collegare la loro commovente <<tenuta>> con la recita del Rosario. Il Rosario rappresentava il loro <<sacramento>> supplementare. <<Sacramento che spiegava la loro incredibile capacità di resistere, non piegarsi, non desistere, far fronte ai duri impegni della Vita, passare in mezzo alle bufere più squassanti. La loro Fede e la loro ruvida stoffa umana erano cucite e tenute insieme da quel filo robusto, leggermente rigonfiato da decine di migliaia di Ave Maria. Recitavano regolarmente anche i Misteri Gaudiosi e Gloriosi. Ma alcune di loro, nella vita quotidiana, continuavano a sgranare, concedendosi solo un sospiro – l’unica loro forma di protesta – una serie interminabile di Misteri Dolorosi. Sembrava che il Signore ne inventasse continuamente qualcuno di nuovo, appositamente per loro. Tra esse c’era, naturalmente, mia madre. Lei, in Chiesa, teneva sempre il capo chino. E io – riferendomi a certi racconti che mi snocciolava la sera – avevo l’impressione non riuscisse ad abbandonare la posa scomoda di quanto faceva la mondina ed era costretta tutto il giorno a tenere la schiena piegata in due con la fronte che sfiorava l’acqua ammorbante. La Corona di mia madre meriterebbe una storia a parte. Non si è mai spezzato il filo. E dire che lei non aveva mani delicate (esistessero strumenti appropriati, accerterebbero sulla mia pelle, in alcuni punti precisi del corpo, inequivocabili, le impronte digitali materne…) Quando è venuta con me in udienza da Paolo VI, il Papa le ha fatto dono di un Rosario Prezioso. Lo mostrava, Orgogliosa, alle amiche, ma non l’ha mai usato. Troppo delicato, temeva di romperlo. Si fidava unicamente del suo, solido, a prova di strattoni, coi grani decisamente smangiati e tendenti ormai al grigio. Quella Corona gliel’ho messa nella bara. Ormai prete, tutte le volte che tornavo a casa non esitava a domandarmi a che punto fossi del Breviario. Poi veniva a prendere i pantaloni quand’ero già a letto, perché voleva stirarli ad ogni costo e io sapevo il vero motivo. Era la sua maniera, discreta, di accertare se in tasca ci fosse la Corona. Non l’avesse trovata, temo che sulla mia pelle di <<unto del Signore>> si sarebbero aggiunte altre impronte supplementari…. Mi capitava anche spesso – specie in tempi più recenti – di rientrare nel cuore della notte, ubriaco di chilometri percorsi in autostrada, di fatica e di sonno, il viaggio reso più drammatico da una nebbia impenetrabile. Appena varcata la soglia, si spegneva la luce nella sua camera. E mi pareva di avvertire il fruscio caratteristico del grosso Rosario posato sul comodino. Poteva addormentarsi, finalmente, con un sospiro di sollievo. Anche questa volta era andato tutto bene. Non mi aveva perso di vista, nel buio della notte e nella nebbia, anzi mi aveva pilotato, con quel radar domestico, graffiato chissà quante volte dalle ossute dita trepide. Radar. O, forse, guinzaglio. Sì, perché ho l’impressione – oggi più di allora – che mia madre usasse il Rosario anche come guinzaglio, e tirasse con tutta la forza della sua Preghiera per mantenermi in carreggiata. Lei era consapevole di essere più forte – nonostante i miei studi, i libri letti e scritti, le peregrinazioni per il mondo – perché teneva in mano la Corona e la sapeva usare come si deve. Potevo anche trovarmi in Africa. Lei allungava il filo e ci metteva qualche migliaio di granelli neri – un po’ smangiati, tendenti al grigio – in più. Io avevo dalla mia la carta stampata. Lei le Ave Maria. Non c’era proporzione.Manco a dirlo, sulla bilancia quel cumulo di granelli aveva più peso delle tonnellate di carta macchiata d’inchiostro. Ho motivo di sospettare che in Cielo mia madre sia riuscita a recuperare la vecchia, inseparabile corona con il filo che non si è mai spezzato. Gliel’avranno concesso come premio e… strumento di lavoro. Infatti, qualche volta, quando tendo a scantonare, mi pare di avvertire un robusto, secco strattone. E mi sorprendo a immaginare quanto dev’essere lungo il filo di quel guinzaglio Provvidenziale. Sorridendo, borbotto: <<Neppure lassù l’hanno convinta ad adottare nei miei riguardi le maniere delicate>>. Per fortuna….

Testimonianza sul Rosario
di Don Alessandro Pronzato
dal libro <<Prega per noi>> Ed. dell'Immacolata

 

 

LA GRANDE PROMESSA DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Il 10 dicembre 1925, la Santissima Vergine apparve a Lucia di Fatima mentre aveva al suo fianco, adagiato su una nuvola luminosa, Gesù Bambino, e, mentre la Madonna copriva con il suo abbraccio Lucia e le mostrava il suo cuore, Gesù Bambino disse:

"Abbi compassione del Cuore della tua Santissima Madre, che è coperto di spine, che gli uomini ingrati in tutti i momenti vi infiggono, senza che vi sia chi faccia un atto di riparazione per toglierle".

In seguito, la Santissima Vergine disse:

"Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine, che gli uomini ingrati in tutti i momenti vi infiggono, con bestemmie e ingratitudini. Tu, almeno, cerca di Consolarmi, e di' che tutti quelli che per cinque mesi, il primo sabato, si confesseranno, riceveranno la Santa Comunione, reciteranno una corona del Rosario e mi faranno quindici minuti di compagnia meditando sui quindici misteri del Rosario, con l'intenzione di offrirmi riparazione, io prometto di assisterli nell'ora della morte con tutte le Grazie necessarie alla loro Salvezza".

 

 

LE QUINDICI PROMESSE DELLA MADONNA DEL ROSARIO

 

Nell'immagine a sinistra viene ritratto San Domenico che dona il Rosario.

In una visione del Beato Alano, che avvenne lo stesso giorno nel quale la Madonna consegnò il Rosario a San Domenico, La Vergine apparve appunto a San Domenico nell'atto di allattarlo. E' facile dedurre come il Rosario sia il latte materno di Maria, e come la Madonna delle Grazie è la Vergine che allatta i suoi figli che recitano questa preghiera.

Seguono le 15 promesse rivelate dalla Madonna a San Domenico e al Beato Alano.

 

1) A tutti quelli che reciteranno devotamente il mio Rosario, io prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie.

2) Colui che persevererà nella recitazione del mio Rosario riceverà qualche Grazia insigne.

3) Il Rosario sarà una difesa potentissima contro l'inferno; distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie.

4) Il Rosario farà fiorire le Virtù e le Buone Opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l'amore di Dio all'amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed Eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!

5) Colui che si affida a me con il Rosario, non perirà.

6) Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Peccatore, si convertirà; giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della Vita Eterna.

7) I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa.

8) Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati.

9) Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario.

10) I veri figli del mio Rosario godranno di una grande Gloria in Cielo.

11) Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.

12) Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.

13) Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della Confraternita del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell'ora della morte i Santi del Cielo.

14) Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.

15) La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.