
LA CORREDENZIONE
È POSSIBILE IL DOGMA DI MARIA CORREDENTRICE?
|
L’intervistatore chiede all'allora Card. Ratzinger, futuro Papa Benedetto, che pensa della possibilità che venga proclamato il dogma di Maria "Corredentrice del genere umano": "Intanto - dice - più di un milione di persone sollecitano l’esaltazione di Maria, da parte della Chiesa Cattolica, al riconoscimento del ruolo di "Corredentrice". Si acconsentirà a questa richiesta, o sarebbe un’eresia?". – "Non credo - risponde il futuro Papa Ratzinger – che si darà seguito a questa richiesta, che nel frattempo si è guadagnata il consenso di parecchi milioni di persone, in tempi prevedibili. Secondo la "Congregazione per la Dottrina della Fede", quelle caratteristiche di Maria che la proposta vorrebbe mettere in primo piano possono essere meglio espresse da altri titoli di Maria, mentre la formula "Corredentrice" si allontana troppo dal linguaggio delle Scritture e dei Padri della Chiesa; e può perciò produrre degli equivoci. Che cosa c’è di condivisibile in questa richiesta? Il fatto che Cristo non sia ad di fuori o accanto a noi, ma che stabilisca con noi una nuova, profonda comunione. Tutto ciò che è suo diventa nostro, e di ciò che è nostro Gesù si è fatto carico fino a farlo suo: questo grande scambio è il vero contenuto della Redenzione, che ci consente di oltrepassare i limiti della nostra individualità per approdare alla comunione con Dio. Poiché Maria prefigura la Chiesa, e impersonifica - per così dire - la Chiesa, questa comunione è realizzata esemplarmente in lei. Ma non ci si può spingere oltre questa comunione, fino a dimenticare la priorità di Cristo: tutto procede da lui, come dicono in particolare le Lettere paoline agli Efesini e ai Colossesi. Anche Maria è tutto ciò che è, solo attraverso lui. Il termine "Corredentrice" appannerebbe, dunque, quest’origine. Una retta intenzione si esprime con una terminologia sbagliata. Per i contenuti della fede è essenziale proprio la continuità con il linguaggio delle Scritture e dei Padri della Chiesa; perché il linguaggio non è manipolabile a proprio piacimento". |
Dal libro-intervista rilasciata da Joseph Ratzinger al giornalista tedesco Peter Seewald - estate dell’anno 2000:
DALLE PAROLE DI PAPA GIOVANNI PAOLO II
|
<<Gesù Cristo disse sulla
croce: "Donna, ecco il tuo figlio". Con questa parola aprì, in
modo nuovo, il cuore di sua Madre. Poco dopo, la lancia del soldato romano
trafisse il costato del crocifisso. Quel cuore trafitto è diventato
il segno della redenzione compiuta mediante la morte dall'Agnello di Dio.
Il cuore Immacolato di Maria, aperto dalla parola: "Donna, ecco il tuo
figlio", si incontra spiritualmente col cuore del Figlio aperto dalla
lancia del soldato. Il cuore di Maria è stato aperto dallo stesso
amore per l'uomo e per il mondo, con cui Cristo ha amato l'uomo ed il
mondo, offrendo per essi se stesso sulla Croce, fino a quel colpo di lancia
del soldato. Consacrare il mondo al cuore immacolato di Maria significa avvicinarci, mediante l'intercessione della Madre, alla stessa Sorgente della Vita, scaturita sul Golgota. Questa Sorgente ininterrottamente zampilla con la redenzione e con la grazia. Continuamente si compie in essa la riparazione per i peccati del mondo. Incessantemente essa è fonte di vita nuova e di santità.>> |
NOTA DELL'AUTORE
Secondo il conduttore di questo sito, Maria dunque indissolubilmente unita a Gesù nell'azione redentiva, trova proprio nell'unione a Gesù sulla croce la sua materna vocazione e missione; proprio in essa si può trovare allora il significato più profondo della parola corredentrice intesa come unione profondissima e pura di Maria con il Redentore, compiuta da Gesù nell'atto di affidare a sua Madre l'umanità tutta nelle parole da Lui rivoltele dalla croce: <<Donna, ecco tuo Figlio>>.